15 novembre 2008 - Tempio delle cremazioni: il Comune rassicura

dalla Gazzetta di Parma.
SERVIZI CIMITERIALI IL GESTORE: IL PROCESSO SARA' CONTROLLATO DA SOFISTICATE TECNOLOGIE   
Assemblea con i residenti sull'impianto che sorgerà a Valera

 

 II Oltre 1.500 parmigiani iscritti alla Società italiana per la cre­mazione hanno espresso soddi­sfazione per la prossima realiz­zazione del Tempio delle crema­zioni.    Ma c’erano anche concittadi­ni, del quartiere San pancrazio e di Valera, che avevano iniziato a «tremare» alla notizia. «Siamo preoccupati per il possibile in­quinamento che il Tempio po­trebbe creare nella nostra zona». C’era voglia di rassicurazione, l’altra sera al centro congressi del Comune, durante l’assemblea pubblica proposta dal consiglio di Quartiere San Pancrazio per discutere del futuro impianto di cremazione che sarà collocato proprio in prossimità del cimi­tero di Valera. Il loro desiderio di chiarezza è stato esaudito.    In cattedra, infatti, sono saliti il vicesindaco Paolo Buzzi, l’as­sessore comunale Paola Colla, Eugenio Tessoni, tra i progettisti del Tempio, Gabriele Righi, di­rigente del Servizio servizi eco­nomici indiretti del Comune, e Andrea Pirazzoli, gestore del Tempio delle Cremazioni per la società «il Tempio».    «Vi garantisco che in Italia non esistono impianti di questo tipo: solo in Svezia o in altri Paesi del Nord Europa si possono tro­vare esperienze simili ma sono molto rare ha affermato il ge­store . Tutto il processo è con­trollato da sofisticate tecnologie e da sensori che saranno tarati dall’Arpa e verificati dalla stessa Agenzia almeno due volte l’an­no: il Comune sin dal primo in­contro ha messo ben in chiaro la sua volontà di salvaguardare i cittadini».    Oltretutto, per eliminare i possibili residui inquinati origi­nati dai fumi della combustione dei feretri sono stati introdotti, oltre alla consueta camera di po­st combustione preposta a bru­ciare ad oltre 850°C i fumi pro­dotti dal forno principale, anche due filtri in grado di catturare le particelle pesanti e metalliche che, in altro modo, sarebbero espulse dalla canna fumaria.    «Con l’Arpa, poi, abbiamo de­ciso di abbassare ulteriormente quei parametri previsti dalla leg­ge sopra i quali i fumi in circolo nell’impianto sono considerati inquinanti», ha osservato il vi­cesindaco Buzzi. Le opere di ma­nutenzione e i dati di ogni sin­gola cremazione si pensa che con la diffusione di questa pra­tica in futuro sarà possibile ar­rivare a circa 2.000 l’anno gra­zie a quei sofisticati sistemi ri­levamento saranno monitorati e inviati all’Arpa. «Per cercare di rassicurare i cittadini mi impe­gno ha chiarito l’assessore Colla a rendere visibili, nel rispetto dell’anonimato del defunto, i da­ti che perverranno dalle crema­zioni ».    Anche le bare presto potreb­bero essere meno inquinati: il Comune, infatti, sta valutando la possibilità di utilizzare tramite l’Ade feretri e arredi interni eco­compatibili.  

 Stella Ricchini