RITA LEVI MONTALCINI (1909 - 2013)


Rita Levi Montalcini, Premio Nobel per la medicina 1986, senatrice a vita, ha disposto di essere cremata. Il ricordo di Cinzia Veroni, dal titolo "Una donna eccezionale", pubblicato sul notiziario Socrem n.8 - gennaio 2013 

di Cinzia Veroni

Parlo sottovoce di Rita Levi Montacini, con la soggezione che merita questa grande scienziata, mente straordinaria dalla lunga vita.
Donna piccola piccola nel suo corpo ridotto, autorevole anche nella fragilità degli ultimi anni. Le sue parole le abbiamo risentite molte volte nei giorni dell'addio, pensieri colti, quasi "asciugati" in un linguaggio che manteneva tracce del secolo precedente. Tante immagini, tante emozioni, compresa quella della consegna del Nobel per la medicina nel 1986, assegnatole per una scoperta che significa speranza delle persone di poter stare meglio. E lei nel suo vestito nero con le maniche a sbuffo e il collo alto, il riconoscimento in mano e quel sorriso garbato e signorile su cui ci si soffermati in questi giorni.
Non vi è dubbio che Rita Levi Montalcini sia una donna eccezionale, dote che ha confermato anche nella morte.
La "professoressa" ho voluto tornare a Torino, dove era nata nel 1909. Dopo la cerimonia privata per i familiari più stretti e a cui sono intervenuti anche gli esponenti della comunità ebraica cittadina, c'è stato un ulteriore momento pubblico. In migliaia, autorità e semplici cittadini, l'hanno accompagnata, nella bara di rovere chiaro, fin dentro la sala del commiato dell'ottocentesco Tempio crematorio.
Perchè rita Levi Montalcini ha scelto di essere cremata e disposto che le ceneri, racchiuse in un'urna, fosseroposte accanto ai resti della sorella gemella: Paola, pittrice, scomparsa nel 2000. Oltre a tutto quello che ha fatto e insegnato, oltre alla sua intelligenza brillante e alle sue iniziative sociali per le donne africane, la ricorderemo anche per questa ultima scelta, che condividiamo e che ci rafforza nell'idea che non vi debbano essere barriere di nessun genere verso questa pratica di libertà.
La pratica crematoria non è contemplata dalle tradizioni ebraiche ma questa sua precisa volontà è stata rispettata.
Come è stato scritto, lei, di famiglia ebrea sefardita, non era osservante e si professava agnostica.
Sulla lapide, riportano le cronache, hanno scritto "Premio Nobel 1986 - Senatrice a vita". Sulla tomba di famiglia, nel settore ebraico, disegnata dal fratello architetto Gino, sono scolpite le parole di Re Davide: "ogni cosa ha la sua stagione e ogni azione sotto il cielo ha il suo tempo".
Quello che scorre ora per Rita Levi Montalcini è scandito nella storia.